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Inseminazione intrauterina

Consiste nell’immissione del liquido seminale del partner, opportunamente preparato, direttamente nella cavità uterina. Si effettua nel momento di massima fertilità femminile diagnosticato mediante un accurato monitoraggio ormonale ed ecografico. Ad essa si associa generalmente una terapia di stimolazione ovarica.

Con tale metodica vengono superati i problemi connessi alle interazioni tra liquido seminale e muco cervicale, facilitando l’incontro tra i gameti (ovociti e spermatozoi). Il liquido seminale, prima di essere iniettato direttamente nella cavità uterina, viene sottoposto ad un trattamento che seleziona gli spermatozoi con migliore mobilità. Si evita così ai gameti maschili di passare attraverso il tratto cervicale (talvolta ostile) e, contemporaneamente, si risparmia loro gran parte della strada da percorrere per raggiungere l’ovocita nella tuba.

L’iniezione del liquido seminale nell’utero è una procedura ambulatoriale, di breve durata, che avviene per via vaginale mediante un sottile catetere.

Le indicazioni principali alla procedura sono: fattore cervicale, malformazioni, infezioni cervicali, incompatibilità fra muco cervicale e liquido seminale (PCT negativo), precedenti fallimenti di rapporti mirati, disturbi dell’ovulazione, endometriosi lieve e moderata, infertilità idiopatica di breve durata con partner femminile di giovane età, alterazioni del liquido seminale di grado lieve-moderato, fattore psicologico, disfunzione erettile, eiaculazione retrograda, vaginismo, impotenza, causa immunologica.

E’ comunque condizione necessaria la pervietà di una o entrambe le tube, ovvero l’assenza d’impedimenti strutturali a livello tubarico.

Le percentuali di successo della procedura variano in funzione dell’età della donna, della causa e della durata dell’infertilità, della qualità e quantità della risposta al trattamento farmacologico, qualità e numero di spermatozoi selezionati dopo preparazione, e possono oscillare tra il 10 e il 20%.