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Ginecologia

Pap test e thin prep

Il Pap test (test di Papanicolaou) è un test di screening, molto importante per la prevenzione dei tumori del collo uterino. Si consiglia pertanto di effettuarlo periodicamente. Inoltre il Pap test può dare utili indicazioni sull’equilibrio ormonale della donna e permettere il riconoscimento di infezioni batteriche, virali o micotiche. Il Thin prep è una variante del Pap test, introdotta più recentemente, con identica funzione di prevenzione, cambiano solo le modalità con cui viene effettuata l’analisi in laboratorio, migliorando l’efficacia del test.

 

Tamponi vaginali e cervicali

Consistono in una serie di prelievi del secreto vaginale e cervicale allo scopo di identificare eventuali infezioni o alterazioni del microambiente. Prevedono manovre rapide e indolori

 

Ecografia ginecologica 2d e 3d

È lo studio morfologico e volumetrico del sistema riproduttivo, che supporta la valutazione delle condizioni ginecologiche, nonchè della fertilità femminile.

 

Applicazione di essure

Si tratta del posizionamento mono o bilaterale, per via isteroscopica, di una spirale denominata “Essure” in corrispondenza del segmento iniziale delle tube di Falloppio.

Lo scopo è quello di indurre una chiusura della tuba attraverso una reazione di fibrosi dei tessuti che richiede circa 3 mesi. Si utilizza come metodo contraccettivo oppure per aumentare la recettività all’impianto per alcune pazienti candidate alla fecondazione in vitro. Infatti nei casi di patologia tubarica, come sactosalpinge o idrosalpinge, il successo delle tecniche di fecondazione in vitro risulta significativamente ridotto, mentre aumentano i rischi di gravidanza extrauterina. L’applicazione di Essure, effettuata quasi sempre senza l’ausilio di sedazione, è rapida e consente di evitare in tali casi l’intervento di salpingectomia.

 

Contraccezione

La prevenzione del concepimento può essere ormonale o meccanica. Nel primo caso si effettua attraverso la somministrazione di cerotti, compresse, anello vaginale, o impianti di dispositivi sottocutanei per il rilascio prolungato di ormoni. Nel secondo caso si applicano dispositivi intrauterini o intratubarici (spirali). Talvolta si utilizzano spirali intrauterine a rilascio prolungato di progesterone.

 

Ricerca e tipizzazione del Papilloma Virus (HPV)

Consiste in un rapido prelievo cervicale per la ricerca dell’HPV. Si consiglia nei seguenti casi: richiesta di vaccino anti-HPV per le donne adulte; lesioni individuate mediante colposcopia, esame citologico o istologico compatibili con l’infezione da HPV; presenza di lesioni vulvari o cervico-vaginali di natura virale (condilomi); presenza dell’infezione da HPV nel partner.

 

Diatermocoagulazione vulvare/cervice uterina

Consiste nella rimozione superficiale di cellule cervicali interessate da lesioni border line o di basso grado, mediante coagulazione con bisturi elettrico della durata di pochi minuti. Si effettua ambulatorialmente.

 

Colposcopia con biopsia

La colposcopia è un esame che permette la visione ingrandita della portio, la parte più esterna del collo dell’utero. Mediante il colposcopio, un microscopio utilizzato per l’esame della superficie di rivestimento della vagina e del collo dell’utero, la visione viene ingrandita da 2 a 60 volte, consentendo al medico di rilevare anomalie, eventuali lesioni, alterazioni o neoplasie che potrebbero sfuggire a una visione a occhio nudo. Nelle zone sospette, per una diagnosi sicura, può essere effettuata una biopsia. L’esame colposcopico si completa con l’acquisizione di immagini delle aree sospette evidenziate nel corso dell’esame.

 

Leep

È un intervento mininvasivo che si effettua con l’ausilio del laser. Si pratica nei casi in cui all’esame colposcopico ed istologico vengano diagnosticate lesioni precancerose al fine di asportare il segmento del collo uterino interessato dalla lesione.

 

Osteosonografia

Consiste in una ecografia alle ossa delle dita della mano che permette allo specialista di identificare informazioni sullo stato delle ossa e quindi sul possibile rischio di osteoporosi. È dunque un’indagine di I livello per l’osteoporosi che, se patologica, va approfondita con ulteriori esami (MOC Mineralometria Ossea Computerizzata). 

L’esame è indolore e ha una durata media di circa dieci minuti. La nuova metodica, a differenza della M.O.C., non utilizza  raggi X bensì ultrasuoni che non risultano dannosi e ai quali possono sottoporsi anche donne in gravidanza; inoltre consente una valutazione degli effetti delle cure farmacologiche in corso.
L’osteosonografia si esegue con l’ausilio di un sistema costituito da una sonda ecografica e da un apparecchio simile a un comune computer, sul cui schermo vengono visualizzati i dati inerenti l’osso preso in considerazion